L’Italia e l’Europa possono avere un ruolo nella competizione tecnologica globale sui droni? È la domanda al centro dell’intervista di Financialounge a Mauro Cattana, amministratore delegato di MGI Italy S.r.l. È ospite di Border, il format dedicato all'innovazione, alla tecnologia e al futuro.
Nel corso della puntata, l’AD di MGI Italy S.r.l. ha illustrato la nascita e la visione del progetto MGI Difesa, frutto della collaborazione tra la britannica MGI Engineering, che mette a disposizione le proprie capacità ingegneristiche, e Vigilar Group, che contribuisce con le sue competenze nell’intelligence e nell’analisi strategica.
Una collaborazione nata con un obiettivo preciso: non limitarsi a sviluppare nuove piattaforme, ma progettare sistemi capaci di rispondere alle trasformazioni della difesa, della sicurezza e del settore civile.
Il vantaggio tecnologico di MGI Engineering
La componente tecnologica del progetto è affidata a MGI Engineering UK, realtà fondata e guidata da Mike Gascoyne, figura di primo piano nel mondo della Formula 1.
Da questa esperienza deriva un metodo di lavoro basato sulla rapidità di sviluppo, sull’innovazione continua e sulla capacità di adattare rapidamente prodotti e soluzioni. Caratteristiche particolarmente importanti nel settore dei droni, dove le tecnologie evolvono rapidamente e ciò che viene sviluppato oggi può risultare superato nel giro di poco tempo.
MGI Engineering porta quindi nel progetto un patrimonio di competenze avanzate applicabile a sistemi unmanned aerei, terrestri e marittimi. Il vantaggio non riguarda soltanto la qualità delle singole piattaforme, ma soprattutto la capacità di aggiornarle e modificarle in funzione dei nuovi scenari e delle esigenze operative.
La funzione strategica di Vigilar Group
Accanto alla componente ingegneristica, Vigilar Group svolge una funzione strategica: analizzare l’evoluzione degli scenari internazionali e tecnologici per individuare le esigenze che potrebbero emergere in ambito operativo.
A questo scopo, attraverso Vigilab, il Gruppo sta sviluppando un’unica piattaforma integrata dedicata all’osservazione dei rischi geopolitici e dell’evoluzione tecnologica. Il sistema consentirà di monitorare, all’interno dello stesso ambiente, nuove minacce, cambiamenti negli equilibri strategici e sviluppo di tecnologie emergenti, con particolare attenzione ai sistemi unmanned, all’intelligenza artificiale, alla sensoristica e alla cooperazione tra piattaforme.
Il valore del progetto risiede nella possibilità di mettere in relazione questi due livelli di analisi. I cambiamenti geopolitici potranno essere interpretati alla luce delle nuove capacità tecnologiche, mentre l’evoluzione delle tecnologie potrà essere valutata in funzione delle necessità operative che stanno emergendo.
Le informazioni raccolte saranno così trasformate in indicazioni utili a orientare la ricerca, aggiornare le piattaforme e definire nuove priorità di sviluppo da condividere con MGI Engineering UK. L’obiettivo è superare una logica puramente reattiva e anticipare le soluzioni che potrebbero diventare necessarie. È questa integrazione tra capacità progettuale e lettura strategica degli scenari a caratterizzare il progetto MGI Difesa.Italia ed Europa nella competizione con Stati Uniti e Cina
Stati Uniti e Cina hanno iniziato prima a investire nel settore dei droni e dispongono di maggiori risorse finanziarie, capacità produttive su larga scala e filiere più coordinate. Questo vantaggio, secondo l’AD di MGI Difesa, non significa però che l’Europa sia destinata a rimanere indietro.
Il continente dispone di competenze tecnologiche e capacità di innovazione di alto livello. L’Italia, in particolare, può contare su un tessuto di piccole e medie imprese altamente specializzate, su solide capacità produttive e su una cultura industriale in grado di adattarsi rapidamente.
Il vero limite europeo è rappresentato dalla frammentazione. Competenze, informazioni e progetti risultano ancora distribuiti tra i diversi Paesi, spesso senza un coordinamento sufficiente. Per competere con Stati Uniti e Cina sarà quindi necessario costruire filiere più integrate, favorire la cooperazione e definire una direzione strategica comune.
La collaborazione tra MGI Engineering UK e Vigilar Group rappresenta un esempio concreto di questo modello: competenze tecnologiche britanniche, capacità industriali italiane e intelligence strategica vengono messe a sistema all’interno di un progetto condiviso.
Il futuro dei droni passa dall’intelligence
Nel corso dell’intervista, l’AD di MGI Difesa ha evidenziato come l’evoluzione dei droni non riguarderà soltanto le caratteristiche fisiche delle piattaforme. Il vero salto tecnologico sarà legato alla loro intelligenza e alla capacità di comunicare e collaborare.
I sistemi aerei, terrestri e marittimi dovranno essere in grado di condividere informazioni, coordinare le attività e proseguire una missione anche quando una parte delle piattaforme non risulta più operativa.
Il drone, quindi, non sarà più soltanto un mezzo comandato a distanza, ma un elemento di un sistema più ampio e interconnesso.
Queste tecnologie avranno applicazioni anche al di fuori del settore della difesa. Potranno essere impiegate nella logistica, nel monitoraggio di infrastrutture e aree sensibili, nella prevenzione degli incendi e nelle operazioni di ricerca e soccorso.
La corsa ai droni è dunque una sfida tecnologica, industriale e strategica. L’Italia e l’Europa possiedono le competenze per parteciparvi, ma dovranno riuscire a coordinarle e trasformarle in una filiera competitiva.
MGI Difesa nasce con questa prospettiva: unire tecnologia e intelligence per anticipare le esigenze future e contribuire a rafforzare il ruolo europeo in uno dei settori più importanti dei prossimi anni.
Guarda l’intervista completa a Mauro Cattana su FinanciaLounge.